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Il Lambrusco:
Dal punto di vista enogastronomico Brescello si trova in una invidiabile posizione in quanto luogo di confine tra diverse tradizioni culinarie: reggiana, parmigiana e mantovana.
Il degno accompagnatore di tanta ricchezza gastronomica è certamente il Lambrusco che da millenni cresce in questo angolo di "Bassa" e che è ricordato fin dai tempi di Catone e Plinio il Vecchio. Si tratta di un'uva asprigna che a seconda della qualità ha nomi antichi e bizzarri, dovuti probabilmente al gusto o alla forma dei grappoli, fra le più famose l'Ancellotta e la Grasparossa. Di particolare interesse enologico e vera chicca per gli amanti del vino da collezione sono i celebri Lambruschi della casa vinicola Bersellini, il "Don Camillo e il Peppone", riconoscibili per l'etichetta stampata sulla bottiglia, che fu designata da Giovannino Guareschi in persona; entrambi in vendita presso il Museo dedicato ai due personaggi e in alcuni negozi di alimentari del paese. Questi vini, serviti freschi, di cantina, sono ideali per le carni rosse, gli arrosti, i salumi, i famosi cappelletti in brodo di cappone e i tortelli di zucca con noce moscata e amaretti.
Sempre della cantina Bersellini, in vendita presso il Museo di "Peppone e Don Camillo", si possono trovare questi ulteriori prodotti:
Casa Vinicola Bersellini
Via Cisa Ligure, 44 - 42041 Brescello (RE) - Italy
Tel. e Fax 0522/687113
E-Mail: giulbers@libero.it
La Spongata:
Non c'è pranzo degno di questo nome che non si concluda con un dolce e da questo punto di vista Brescello ha una tradizione che si perde nel tempo, merito della celebre "Spongata" prodotta dalla Premiata e Rinomata "Fabbrica Luigi Benelli". Il primo documento rinvenuto in cui si parla della spongata di Brescello, risale al 1454 ad opera dello "Spinelli", anche se si pensa comunemente, che abbia origini romane in quanto gli ingredienti sono molto simili a quelli di una torta menzionata da Tito Petronio Arbitro, noto gaudente, amico di Nerone, nel suo Satiricon. Ritornando al 1454 in una lettera che il Referendario di Parma – Giovanni Botto – inviava al Duca Francesco Sforza, Signore di Milano, in accompagnamento dei regali natalizi, si parla della "Spongata de Berselo", così come un anno dopo in un archivio delle Masserie Estensi di Modena, le spongate si trovano in una lista che Messer Pietro degli Ardizzoni inviava a Ferrara al Magnifico Borso d'Este.
Il 24 dicembre 1588 Girolamo Reni, della famiglia, che emigrata a Bologna darà i natali al grande pittore Guido, annotò nel suo registro delle spese giornaliere, un importo di Lire 18 per mandare spongate ( come si è soliti) a Suor Girolama Monti. Si sa che anche il Duca Alfonso d'Este, nel 1616 inviava all'amata moglie Isabella di Savoia, le spongate de Berselo e addirittura nel 1622, balzarono sulle ali dell'immortalità grazie al Tassoni, che nella "Secchia rapita", narrando delle lotte fra i Petroni e i Geminiani, nel XII° canto si parla di 50 spongate donate al Legato di Bologna Monsignor Ubaldini. L'otto dicembre 1720 giunsero a Carpi di Modena, il Principe Francesco d'Este e la moglie Carlotta Aglae d'Orleans, con carrozze, dame e cavalieri; il Marchese Taddeo Bolognini, particolarmente tirchio, non fece alcuna accoglienza agli illustri ospiti, allora essi si provvidero di pani, di pomi e di......spongate. Dal 1863 la Spongata di Brescello è sinonimo di Luigi Benelli; egli partecipò nel tempo a diverse esposizioni italiane ed estere, guadagnando molte onorificenze, fra cui 40 medaglie d'oro, 10 Grand Prix, 12 croci d'onore. In un articolo datato 25 gennaio 1895 su "L'ITALIA CENTRALE" si legge che il rinomato fabbricatore di spongate ricevette da S.M. il Re Umberto I° un preziosissimo regalo consistente in una spilla armata di brillanti e l'anno successivo entrò alla Corte dei Savoia ed ottenne il brevetto di fornitore della Real Casa e del Duca d'Aosta. Venendo a tempi più recenti si apprende da uno scritto di ringraziamento per l'ospitalità ricevuta che nel 1951 apprezzarono il celebre dolce, Giovannino Guareschi, Gino Cervi, Fernandel assieme a tutto il cast del primo dei cinque film della saga dei Don Camillo. Nel 1972 Cesare Zavattini invia una lettera dattiloscritta, in cui lamenta la difficoltà nel trovare le spongate "Luigi Benelli", dimostrando tutto il suo amore e l'affetto per questa specialità. Il fruscio degli involucri, ottenuto aprendo la tradizionale confezione, suscita in lui un'ondata di piacevoli ricordi.
La spongata "Benelli" piace perchè, oltre ad essere un dolce particolare, un ripieno posto fra due strati di pasta frolla, rievoca alla mente il sapore delle cose di un tempo ed inoltre si dice che porti fortuna perchè è ricca di ingredienti quali l'uvetta, i pinoli, le noci e le mandorle che sono apportatori di buona sorte, il miele e le spezie contribuiscono poi a dare alla spongata lunga durata. Interessante è l'affermazione del Prof. Cesare Corradini, grande esperto in materia, il quale sostiene testualmente.......è riconoscibile un fondamento culturale che costituisce elemento – certo –di tradizione, avendo le procedure previste per le metodiche di lavorazione e conservazione un uso consolidato nel tempo e possedendo tutte le fasi produttive, le caratteristiche di tipicità, salubrità e sicurezza. Infine vogliamo ricordare il ritorno a Londra dopo 102 anni della Spongata "Luigi Benelli", infatti, all'interno dei magazzini Harrod's, ha partecipato al Made in Italy, nei prodotti di nicchia della Regione Emilia-Romagna, dal 6 al 18 settembre 2004. Accanto ai suoi prodotti l'azienda "Luigi Benelli" ha esposto due medaglie d'oro del 1902, ottenute dal fondatore, in occasione dell'esposizione internazionale tenutasi a Londra: una rappresenta l'incoronazione di Edoardo VII e della Regina Alexandra e l'altra l'esposizione vera e propria.
Sono in vendita presso il Museo anche altri due caratteristici prodotti: