Descrizione
Collocato in Piazza Garibaldi, è dedicato al grande letterato, patriota e senatore brescellese, padre della “biblioteconomia” mondiale che dal 1856 al 1866 fu direttore della biblioteca del British Museum. Il monumento è un’opera dello scultore Ettore Ferrari (rifatto in marmo dallo scultore Carlo Pisi e ricollocato nel 1946), e fu inaugurata il 13 ottobre del 1912, con una solenne e affollata cerimonia. La locale Biblioteca Comunale, all’interno del Centro Culturale “San Benedetto”, in spazi ampi e dotati di soffitti con splendide volte, porta naturalmente il suo nome.
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"L’inaugurazione, celebrata da un numero unico curato dal poeta Telemaco Dall’Ara, avvenne il 13 ottobre 1912. Alla cerimonia intervennero varie autorità e numerosi cittadini, trasportati con treni speciali da Reggio e Parma. Il corteo si avviò di prima mattina dal Municipio, per giungere al Teatro, dove l’orazione ufficiale fu tenuta da Giuseppe Ferrari, che definì Panizzi il «Garibaldi delle biblioteche» e lo accomunò a un altro illustre brescellese, il filosofo Mario Nizzoli. La folla si trasferì poi nella piazza, dove venne suonato solennemente l’inno di Mameli. Dopo le commosse parole di Panizzi e Fortunati, intervenne in rappresentanza del governo il sottosegretario Vicini. Vennero poi liberate 300 colombe bianche, mentre veniva scoperto il monumento. Nella statua, come disse un cronista dell’epoca «l’austera figura del Grande erge nel sole la fronte pensosa, monito e incitamento a ben meritare della patria».
La cerimonia proseguì presso l’asilo infantile, dove venne inaugurata la nuova biblioteca popolare di oltre 3000 volumi ordinata dal maestro Ugo Raimondi. Venne quindi offerto ai convenuti un sontuoso banchetto, durante il quale si registrarono numerosi brindisi patriottici. Quando venne ricordato l’impegno italiano in Libia, il deputato socialista Samoggia reagì con un intervento pacifista, fortemente stigmatizzato da Vicini e dalle altre autorità presenti. Nel pomeriggio venne anche posta la prima pietra del nuovo edificio scolastico nei pressi della stazione.
Negli anni successivi, sempre su proposta di Campanini, un altro busto di Panizzi, realizzato ancora da Ferrari, fu esposto al parco del Pincio a Roma. Durante la Seconda guerra mondiale, il bronzo del busto brescellese venne però «offerto alla patria». Esso fu quindi rifatto in marmo da Carlo Pisi e ricollocato nel 1946. Nel 1947, 50° della nascita, alla base del monumento fu aggiunta una targa con la seguente iscrizione: «...SE GLI ITALIANI CONOSCESSERO / QUALI BENEMERENZE HA IL PANIZZI / VERSO LA PATRIA, NESSUN CITTADINO / SAREBBE TENUTO PIÙ ALTO / NELL’ESTIMAZIONE LORO. (CAVOUR) / I CONCITTADINI NEL 150° ANNIVERSARIO / DELLA NASCITA DI ANTONIO PANIZZI».
Nel 1979, in occasione del centenario della morte, si sono tenuti a Reggio una mostra documentaria e un convegno di studi.
(Fonte: https://bbcc.regione.emilia-romagna.it/pater/loadcard.do?id_card=170075)