Descrizione
La statua, rappresentante l' “Ercole Benefattore”, viene eseguita da Jacopo Tatti detto il “Sansovino” per volere del Duca Ercole Il d’Este. La commissione dell’opera risale al 1550 mentre l’esecuzione è terminata già nel giugno 1553.
In un primo momento la statua venne posta nella piazza della Rocca ma, in seguito alla distruzione della fortificazione avvenuta nel 1704, l’opera venne abbandonata. Soltanto nel 1727 venne riportata al centro dell’attuale piazza Matteotti, dove ora è visibile una sua copia (l'originale è custodita e visibile presso il Museo Archeologico "Albino Umiltà").
La statua è nota ai brescellesi anche con il nome di "Pasquino", in omaggio alla più celebre "statua parlante" di Roma, divenuta figura caratteristica della città fra il XVI e il XVII secolo. Ai piedi della statua della capitale, ma più spesso al collo, si appendevano nella notte fogli contenenti satire in versi, dirette a farsi beffe anonimamente di personaggi pubblici più importanti; "da esse emergeva, non senza un certo spirito di sfida, il malumore popolare nei confronti del potere e l'avversione alla corruzione ed all'arroganza dei suoi rappresentanti" (cit. wikipedia)